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La questione armena

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Viene così definita la drammatica vicenda di massacri e deportazioni subiti dal popolo armeno che ha portato quest’ultimo alla sua, quasi totale, distruzione in territorio turco. I prodromi dei massacri degli armeni si devono ricercare nel mutamento del quadro politico internazionale durante il XIX secolo. Fino ad allora il popolo armeno era considerato Millet-i Sadika (la “comunità fedele”) e in questa condizione di subalternità all'interno di un solido regime imperiale non corse alcun rischio.

Il declino dell’Impero Ottomano. Questa situazione di debolezza risultò letale solo quando l'Impero ottomano cominciò la sua lunga crisi, divenendo agli occhi dell'Occidente il "malato d'Europa". Fu quindi con l'inizio del declino dell'Impero sovranazionale, pressato dal confronto con l’espansionismo russo ed il sorgere dei nazionalismi ispirati dagli irredentismi europei, che la situazione cambiò radicalmente. Dopo la proclamazione dell'indipendenza della Grecia nel 1822, le popolazioni balcaniche si ribellarono al sultanato chiedendo autonomia: la Russia, eterna rivale dell'Impero ottomano, cercò di ottenere vantaggi attuando una strategia che le permettesse una continua ingerenza nell'area.
Sul piano economico l'Impero ottomano stava vivendo una profonda decadenza, specie nel suo settore principale, quello agricolo, dove i contadini erano vessati dai proprietari fondiari e dagli esattori delle tasse. I settori commerciali erano in mano alle potenze straniere e anche molti armeni vi si dedicavano con successo. La concorrenza delle merci straniere distruggeva l'artigianato locale, inoltre le enormi spese per l'apparato burocratico e militare, nonché gli sperperi alla corte del sultano e i rovinosi accordi per avere prestiti stranieri costituivano fattori che minavano profondamente la stabilità del regime feudale turco.
Le grandi potenze occidentali, interessate a smembrare l'impero turco, s'ingerivano continuamente negli affari interni del governo turco e pretendevano delle riforme.
Una manifestazione di 40.000 turchi a Istanbul nel 1876 obbligò il nuovo sultano Abdul Hamid II a emanare una costituzione che concedesse uguali diritti a tutti i sudditi (quindi anche agli armeni). I senatori venivano scelti dal sultano, ma i deputati dal popolo. Tuttavia il sultano dichiarò nulla la costituzione nel 1878 e rifiutò un accordo sui Balcani proposto dalle potenze europee. La Russia, col pretesto di difendere gli armeni, penetrò nel territorio turco, ma venne sconfitta. Le forze turche e le bande curde infierirono contro gli armeni sterminandone a migliaia. Preoccupato del loro attivismo ed anche dello sviluppo economico che questo popolo stava vivendo e per scaricare le colpe del dissesto politico-economico del paese su un nemico interno, Abdul Hamid II decise di iniziare vere e proprie persecuzioni di massa, mettendo altresì alla prova le titubanti potenze straniere. Il piano criminale scattò nella regione di Sassun, a ovest del lago Van. Una campagna di disinformazione, che accusava gli armeni di tradimento e complottismo, servì ad accendere gli animi dei cittadini di etnia turca. In nemmeno due anni tra 1894 ed il 1896 durante i pogrom furono trucidati circa 300.000 armeni.

La fine dell'Impero Ottomano. L'eccidio era stato però l'ultimo atto disperato di un potere destinato al crollo. Per quanto possa sembrare paradossale, considerando gli eventi successivi, i neonati partiti politici armeni, tra cui il partito Dashnak” si allearono ai nazionalisti turchi in chiave anti-ottomana e, nel luglio 1908, un putsch condotto dal partito “Unione e Progresso” (Ittihad) chiuse l'era ottomana e stabilì un regime costituzionale. Sono i Giovani Turchi, nome col quale l'Europa definì, ottimisticamente, i rappresentanti di una Turchia che si immaginava finalmente europea a tutti gli effetti. I Giovani Turchi, in realtà, erano divisi al loro interno, e finì per vincere l'ala più oltranzista, decisamente anti-ottomana e di conseguenza più nazionalista. I conflitti balcanici nel 1912 e nel 1913 smembrarono progressivamente l'ex-Impero ottomano e questo non potè che radicalizzare il nuovo governo turco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distribuzione degli insediamenti armeni nella regione anatolica nel 1914

 

Prodromi del genocidio e sue motivazioni
Il misto di sconfitte e nazionalismo creò quindi le basi per il genocidio armeno agli albori del XX secolo. Nell'aprile 1909 una seconda ondata di massacri colpì gli armeni, nella zona della Cilicia, prima ad Adana, la città maggiore, poi in tutta la provincia. In due ondate violentissime il partito “Unione e Progresso” pianificò il massacro di 30.000 persone, nel silenzio generale da parte delle Potenze europee. Intanto il governo si trasformava in una dittatura oligarchica affidata a tre "uomini forti", Djemal, Enver e Talaat, che avrebbero ottenuto i ministeri della Marina, della Guerra e dell'Interno.
La Turchia entrò in guerra a fianco delle Potenze centrali e la Grande Guerra offrì al governo turco l'opportunità di "chiudere i conti" con gli armeni.

Il terreno era fertile per far fiorire il genocidio: tra il dicembre 1914 e il febbraio 1915, il Comitato centrale del partito “Unione e Progresso” pianificò la totale soppressione degli armeni come popolo. Venne creata la famigerata “Organizzazione Speciale” (Teshkilat-i-Mahsusa), una struttura paramilitare dipendente dal ministero della Guerra, ufficialmente incaricata di operazioni spionistiche oltre confine, ma segretamente incaricata di sterminare gli armeni: ai messaggi ufficiali di non toccare la popolazione armena durante le operazioni militari seguivano contrordini in codice di segno opposto. Oltre a ciò, detenuti comuni vennero scarcerati e addestrati per far parte di squadre irregolari (i ceté), adibite ai lavori più sporchi. Il piano scattò tra il gennaio e l'aprile 1915: i soldati armeni, che avevano combattuto per il governo turco, vennero disarmati, raggruppati con la scusa di eseguire lavori specifici di ricostruzione ed eliminati lontano dai centri abitati.
Tutto ciò fu conseguenza dell'ideologia che aveva ormai impregnato l'intero partito, formata da un intreccio di nazionalismo e purezza razziale. In sostanza si voleva una ricostruzione dell'Impero ottomano attraverso l'affermazione del primato della componente etnica turca sulle altre etnie dell'impero, la turchizzazione delle minoranze (imposizione della lingua e della cultura turca) e l’unificazione di tutti i popoli turchi, dal mar Egeo ai confini della Cina. Gli armeni, situati a mo' di cuneo fra i turchi dell'Anatolia e dell’Asia, costituivano, in quanto minoranza cristiana portatrice di valori religiosi e culturali propri e diversi, una presenza non assimilabile e quindi un ostacolo da eliminare. Inoltre molte comunità armene avevano raggiunto livelli di modernizzazione ed emancipazione in ambito professionale commerciale superiori a quelli dei turchi e dei curdi: questo fattore era stato percepito come una minaccia da parte di questi ultimi che temevano di venir sopraffatti dalla minoranza armena.

 

Altre News

* SPOLETO: 75° Concorso "Comunità Europea" per Giovani Cantanti Lirici 2021. (domanda di ammissione, scad. 22/04/2021)

Video “INSIEME AL POPOLO ARMENO: MUSICA E PAROLE PER L’ARTSAKH” Link per accedere da YouTube: https://youtu.be/0pR22SQlL4c          
Lo scopo è di sostenere un’iniziativa di concreta solidarietà a beneficio degli orfani e dei profughi dell’Artsakh. 
ASSOCIAZIONE ITALIARMENIA
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(intervista a Suor Arousiag.Sajonian)
ITALIARMENIA ringrazia i soci e gli amici per la loro affettuosa e tangibile partecipazione alle tristi vicende della popolazione del Nagorno Karabakh.
La presidente  Flavia Randi

QUOTA ASSOCIATIVA 2021:  E' possibile effettuare il pagamento durante gli incontri dell'associazione o tramite bonifico bancario.

Comunicato stampa:   VENEZIA, agosto 2021 - Corso estivo intensivo di Lingua e Cultura Armena
(ENG) - (APPLICATION FORM) 

Papa Francesco inserisce San Gregorio di Narek, l'eroe della cultura armena, nel calendario liturgico. La festa liturgica è stata fissata per il 27 febbraio.
https://www.ilmessaggero.it/vaticano/armenia
_nagorno_vaticano_papa_francesco_gregorio 
_di_narek_genocidio_armeno-5742673.html

E’ stata recentemente pubblicata una raccolta di studi intitolata "Tracce armene nella Biblioteca Universitaria di Bologna e in altre biblioteche d'Italia" dedicata alla memoria di Gabriella Uluhogian.

7 gennaio 2021 - Riva del Garda (TN) si unisce all'appello per riconoscere la Repubblica di Artsakh: https://www.gardapost.it/2021/01/07/riva-si-unisce-allappello-per-il-riconoscere-la-repubblica-dellartsakh/ 

Ospedale "REDEMPTORIS MATER"-Ashotsk/ARMENIA, Padre Mario Cuccarollo: Grazie a tutti gli Amici del "Progetto Armenia". Buon Natale e Felice Anno 2021. 

30 dicembre 2020 - Il Consiglio Comunale di Napoli approva la mozione inerente il Nagorno-Karabakh

Città di Schio: riconoscimento della Repubblica dell'Artsakh

10 dicembre 2020  Europa Nostra ha annunciato la shortlist del programma 7 MOST ENDANGERED.  Il palazzo CA' ZENOBIO di Venezia, ex sede del famoso collegio armeno Moorat Raphael è stato selezionato.

10 dicembre 2020 - Il Comune di S. Giorgio di Nogaro (UD) ha riconosciuto il Genocidio Armeno del 1915

5 dicembre 2020 - Il Consiglio Comunale di San Vincenzo (LI) riconosce il Genocidio Armeno del 1915

30 novembre 2020 - il Consiglio Comunale di PADOVA   approva all'unanimità la mozione sulla questione del NAGORNO-KARABAGH

18 novembre 2020 - La Commissione esteri della Camera dei deputati italiana vota risoluzione a sostegno degli armeni dell' Artsakh: http://www.karabakh.it/la-commissione-esteri-della-camera-dei-deputati-italiana-vota-risoluzione-a-sostegno-degli-armeni-dellartsakh/ 

13 novembre 2020 - CESENA, solidarietà alla popolazione del Nagorno Karabakh, approvata la mozione all’unanimità: https://www.cesenatoday.it/politica/solidarieta-alla-popolazione-armena-del-nagorno-karabakh-approvata-la-mozione-all-unanimita.html  

12 novembre 2020, S.E.R. Mons. Levon Zekiyan, Arcieparca degli Armeni cattolici di Istanbul e Delegato Pontificio per la Congregazione Mechitarista è stato ricevuto in udienza privata da Papa Francesco. (comunicato stampa - foto)

29 ottobre 2020 - “No alla guerra: Asolo come Milano sostiene la Repubblica di Artsakh”:  https://www.oggitreviso.it/no-alla-guerra-asolo-come-milano-sostiene-repubblica-di-artsakh-240397

15 ottobre 2020 - Il genocidio Armeno riconosciuto dal comune di Paderno Dugnano (MI) 

Comunicato Stampa manifestazione del 13 ottobre a Roma

** APPELLO UAI successivo alla dichiarazione di cessate-il-fuoco tra Armenia e Azerbaigian 
** Intervista di Antonia Arslan rilasciata a "TEMPI" 
** "GENTE VENETA" nr. 36, 9 ottobre 2020 
** Lettera aperta degli armenisti italiani sul NAGORNO-KARABAKH
 
** Antonia ArslanAPPELLO PER LA PACE E LA DEMOCRAZIA
Gli armeni vogliono la pace, l'Azerbaijan e la Turchia vogliono l'Armenia e l'Artsakh. 
** APPELLO AL MINISTRO DI MAIO DA PARTE DELLE ORGANIZZAZIONI ITALO ARMENE - 
Comunicati:  UAI  |  Casa Armena

Direttivo dell'Associazione Italiarmenia: "Viviamo con grande preoccupazione le notizie sulla situazione in Armenia che si sta aggravando ed esprimiamo solidarietà e vicinanza alla popolazione del Nagorno Karabach per l'aggressione che sta subendo".

* Segnaliamo la pubblicazione del volume Armenia, Caucaso e Asia Centrale Ricerche 2020, a cura di Carlo Frappi e Paolo Sorbello. Edizioni Ca' Foscari, Venezia. Il volume è liberamente scaricabile al link:  https://edizionicafoscari.unive.it/media/pdf/books/978-88-6969-454-7/978-88-6969-454-7.pdf

* Segnaliamo la pubblicazione del volume di Aldo Ferrari e Giusto Traina, "Storia degli armeni"  ed. Il Mulino - Bologna 2020

Ad Asiago-Vicenza "l'Oscar" dei francobolli - TERZO premo all'ARMENIA:
 TGR Veneto: https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/09/ven-Veneto-Asiago-francobolli-premio-internazionale-filatelia-compie-50-anni-285cd5ee-812d-49b2-8ae8-cba10e859403.html?wt_mc=2.www.mail.tgrveneto_ContentItem-285cd5ee-812d-49b2-8ae8-cba10e859403.&wt

 Premio internazionale Medaglia d'oro al merito della Cultura Cattolica ad ANTONIA ARSLAN, immensa voce e penna del popolo armeno. La cerimonia del conferimento del premio si terrà a Bassano del Grappa (VI), venerdì 20 novembre p.v. alle ore 20.30 presso il Teatro Remondini. Intervista di C.Giojelli ad Antonia, rivista "Tempi" 31 luglio 2020: https://www.tempi.it/il-premio-cultura-cattolica-ad-antonia-arslan-immensa-voce-e-penna-del-popolo-armeno/

* Con molto piacere segnaliamo la pubblicazione del libro "IL GENOCIDIO ARMENO. DALLE CAUSE DI IERI ALLE CONSEGUENZE DI OGGI"  scritto dalla nostra socia Sandra Fabbro Canzian 

* "NON COLPEVOLE...! Il dramma del genocidio Armeno"  scritto e diretto da  Adriano Marcolini ha vinto il terzo premio al Concorso di Arte Drammatica di Pesaro 2020  -  https://drive.google.com/open?id=13khuOCwdYD_XyZ-4JMHCWYv0kKm1vu4z   

* Di recente è uscito un  LIBRO  in armeno e in inglese (con premessa anche in francese e italiano) dedicato ai restauri di affreschi nelle chiese paleocristiane armene curato da Arà Zarian e Christine Lamoureux  (info)

* Segnaliamo la recente pubblicazione dell'ultimo libro di Aldo Ferrari  "L'Armenia Perduta. Viaggio nella memoria di un popolo" prefazione di Antonia Arslan, Salerno Editore, Roma, che tratta una pagina ancora poco conosciuta dell' universo armeno

* Nuova GUIDA "ARMENIA, arte, storia e itinerari della più antica nazione cristiana" di ALBERTO ELLI - Ed. TERRA SANTA, Milano 2019

* Segnaliamo la pubblicazione del LIBRO “DADIVANK" relativo al restauro conservativo di un ciclo di affreschi nel Monastero di Dadivank (Artzakh) effettuato dall'architetto Arà Zarian  (DADIVANK la rinascita della meraviglia)

* L'ultimo libro di Antonia Arslan"LA BELLEZZA SIA CON TE",  ha raggiunto la seconda edizione. (recensione) 

 

  


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